Avanguardia? Carta e inchiostro


Mentre il panorama artistico si divide nello sterile dibattito concettuale vs. pittura le proposte alternative che meritano attenzione si moltiplicano. E' il caso di Giuda, il progetto editoriale del disegnatore ravennate Gianluca Costantini, trascorsi importanti nel mondo sommerso del fumetto d'autore ed ora perno di una rivista eccentrica e stimolante.
Il punto di partenza è proprio il "tradimento" del fumetto, della sequenza e della narrazione, dell'autorialità come recinto rassicurante. La rivista è strutturata come un naufragio, una deriva del segno e del senso; il sommario ed i credits fanno parte della tessitura generale e vanno letti come vere e proprie opere autonome.
La "storia" principale del primo numero è composta da una topografia del cimitero di Montparnasse a Parigi, realizzata attraverso i ritratti degli ospiti che vi trovano riposo. Da Baudelaire a Sartre, da Proust a Gainsbourg passando per illustri sconosciuti della politica o della scienza strappati dalle ombre dell'anonimato e reinterpretati a partire da un paziente lavoro di ricerca filologica ed iconografica. Il risultato è un suggestivo viaggio che, dal punto di vista stilistico, ha più contatti con gli assemblaggi Dada e con l'estetica punk piuttosto che con il fumetto d'autore. Una serie di ritratti, ognuno un piccolo capolavoro di sintesi e potenza espressiva che trova valore aggiunto nel mosaico collettivo.
L'editoriale invece è una trasposizione grafica stilizzata del "Biglietto della follia", spedito da Nietzsche a Cosima Wagner, quanto mai incisiva nell'attualizzare le tensioni poetiche tardo-romantiche in un contesto pop-punk.
Imperdibili poi le pubblicità fittizie a tutta pagina, piccoli capolavori aggressivi, caustici e sottilmente sovversivi, quanto potenti dal punto di vista del segno - sarebbe meglio dire "impronta". Perché Giuda è anche una rivista politica: non intesa come impegno tout court ma come unione di etica ed estetica, come proposta di valori alternativi fondati sull'indipendenza ed il lavoro di squadra. Un "modello di sviluppo" per l'undeground artistico che, accanto all'urgenza espressiva, non deve perdere di vista la qualità: Giuda si presenta con un'impaginazione ed un impianto grafico eccellenti, ispirati alle riviste d'avanguardia di inizio '900, quasi ad evocare un nuovo inizio dopo gli eccessi formalisti del secolo breve. Così il prossimo numero sarà un salto mortale all'indietro, incentrato su un attesissimo (da me) omaggio ai Preraffaelliti.
Nel frattempo le tavole originali sono state esposte alla Galleria MioMao di Perugia, mentre è previsto un incontro di presentazione con gli artisti a Roma, il 13 febbraio presso MondoBizzarro Gallery. Nel frattempo si può ordinare la rivista online al prezzo di 10 euro: http://www.giudaedizioni.it/wordpress/

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