di Laura Luppi
Con queste parole Martin Disler riassume l’essenza del suo pensiero artistico durante un’intervista di Demetrio Paparoni nel 1994. Motivando la scelta del suo isolamento dal mondo globalizzato, snaturato e disinteressato per ritrovare a Les Planchettes un contatto concreto e al contempo spirituale con il mistero della vita, con la semplicità di una quotidianità «selvaggia» ancora distante dalle barbarie della modernità, Disler ripercorre le orme dei grandi pensatori, scrittori e intellettuali che nella generosa e altrettanto crudele Natura riscoprirono la propria appartenenza al cosmo primordiale.