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Gastone Novelli. I segni sono concreti quanto le immagini (le lettere quanto le parole)



“Morte della forma e non della pittura, che anzi penso stia assumendo in questi tempi la fisionomia di un linguaggio nuovo, più complesso e più umano”, affermava in un'intervista del 1961, quando l'orizzonte internazionale non sembrava più dare scampo all'immagine e invece si profilava la rivoluzione Pop. Lì, nell'interstizio tra l'Informale e la nuova arte della cultura di massa, in quel terreno scavato a mani nude anche dal primo e primitivo Schifano, Novelli scopre un universo linguistico radicale.