Sintassi e design

La fiera d'arte di Bologna è appena terminata, e mentre lascio ad altri l'onere dei bilanci mi fermo a commentare questo reportage tratto da www.arslife.com



Nel video si accenna di passaggio al rapporto sempre più stretto fra arte e design, attraverso le parole di alcuni galleristi ed artisti presenti in fiera. Per definizione l'arte dovrebbe interessarsi alla pura ricerca estetica, mentre il design punta pragmaticamente alla fruibilità. Ma, in maniera sempre più evidente, le cose tendono a complicarsi, gli argini cedono, le contaminazioni si sprecano. Urge chiarezza, e può essere utile un confronto fra i lavori di Valerio Berruti e del duo Bertozzi & Casoni. Punti di contatto: serialità modulare e tendenza al monumentale, richiami abbastanza evidenti alla tradizione italica artigiana, ai bassorilievi ed ai fregi - tanto che Berruti cita esplicitamente lo scultore romanico Wiligelmo. Ma mentre Bertozzi & Casoni sembrano mossi da un'inquietudine che spinge all'accumulo, Berruti richiama il tema dell'infanzia e si assesta su toni intimistici e dimessi.



Le 198 formelle di cemento armato però ripetono alla nausea l'unico concetto che Berruti sembra in grado di esprimere (anche in video, tele, ecc.), mentre sembra compiacersi unicamente dell'effetto decorativo d'insieme. Ed ecco il punto, ciò che crea la differenza fra l'arte ed il design, compresa la carta da parati: la sintassi. La ripetizione di un elemento, anche con variazioni minime, non arriva a formulare un linguaggio autonomo. Senza avventurarsi in un trattato di semiotica, basta dire che la sintassi - come relazione interna fra gli elementi - qui manca completamente, sostituita da una ripetizione ossessiva verniciata di malinconia adolescenziale compiaciuta e compiacente. L'opera di Berruti, quindi, si ferma per sua stessa ammissione allo status di decorazione, complemento d'arredo, ovvero design. Discorso valido, peraltro, anche per molti lavori di Damien Hirst come la celebre vetrina di pillole colorate. Al contrario l'estrema complessità linguistica, la moltiplicazione di forme del lavoro di Bertozzi & Casoni (già visto in Biennale) aprono un'infinità di possibili interpretazioni, manifestando la vitalità di un'opera d'arte rispetto alla rigidità di un oggetto puramente decorativo.

1 commento:

  1. Eccellente, chiara, precisa analisi di una tendenza stilistica che dilaga senza ordine né logica. Con solo due esempi (peraltro azzeccatissimi) di artisti contemporanei italiani ha centrato il ruolo ambiguo che certa nostra ricerca ormai riveste. E stigmatizzato con il solo giudizio critico (privo di qualsiasi facile luogo comune) la bontà o l'iniquità di certe strade intraprese. Mi complimento con lei e la ringrazio per le ottime pagine scritte. Mi dolgo solo di non poterla seguire con l'attenzione che meriterebbe.

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